
19 Feb JUNKER JU.87 B-1 STUKA
Lo Junker Ju.87 Stuka (abbreviazione di Sturzkampfflugzeug, bombardiere in picchiata) fu sinonimo di potenza aerea, di distruzione e di invincibilità nel primo anno della seconda guerra mondiale e rimase insostituibile nell’arsenale della Luftwaffe.
Progettato nel 1933 in risposta a una richiesta delle autorità militari per un aereo da impiegare come bombardiere in picchiata, la variante B-1 rimase in produzione dal 1938 fino al 1944 in 5.700 esemplari. Lo Ju.87 B-1 Stuka era un bombardiere in picchiata monomotore con configurazione alare ad ala di gabbiano invertita, con un grosso carrello d’atterraggio. Sugli Stuka furono montate delle sirene azionate dal flusso dell’aria, chiamate “trombe di Gerico”, il cui suono aveva effetti devastanti sul morale dei soldati nemici e della popolazione civile. In questa versione fu adottato un motore Jumo più potente per consentire prestazioni migliorate e un carico doppio di bombe, mentre fusoliera e piani di coda vennero ampiamente modificati e migliorati, strutturalmente e aerodinamicamente.
Lo Stuka era amato dai suoi equipaggi per la robustezza per la sua grande precisione, essendo capace di centrare con le sue bombe bersagli piccoli come un carro armato o una casamatta. In realtà lo Stuka era un aereo piuttosto vulnerabile, lento e poco manovrabile.
La differenza fra i bombardieri convenzionali e i bombardieri in picchiata è che mentre i primi sganciano grappoli di bombe su un’area piuttosto vasta navigando in volo orizzontale, i secondi si dirigono verticalmente (in picchiata) verso l’obiettivo da colpire, e giunti vicino ad esso sganciano una sola bomba, ottenendo così una precisione maggiore. L’attacco in picchiata si era già rivelato ideale per colpire bersagli in movimento o di difficile inquadramento, come ponti, postazioni fortificate, carri armati o navi.
Lo Ju.87 non venne impiegato solo dalla Luftwaffe, ma anche dalla Regia Aeronautica Italiana e
forniva un appoggio alle forze corazzate alla testa delle tattiche Blitzkrieg tedesche.
Impiego operativo:
Lo Junker Ju.87 B-1 venne impiegato per la prima volta, in via sperimentale, durante la guerra di Spagna (1936-1939) con l’obiettivo di collaudare le possibilità del bombardamento in picchiata. Il nuovo modello dimostrò la sua validità e la produzione venne aumentata così che allo scoppio della seconda guerra mondiale la Luftwaffe aveva in linea 336 Ju.87B-1 B-1.
Furono tre Ju.87 B-1 che, il 1° settembre 1939, portarono a termine il primo bombardamento aereo della seconda guerra mondiale, con un attacco in Polonia, preliminare dell’invasione. Tale operazione rappresentò l’inizio del successo militare di questi aerei. I Junkers vennero utilizzati anche durante l’invasione della Norvegia (aprile 1940) e della Francia (maggio 1940), dove il suono della sirena terrorizzata la popolazione. Un successo che, però, fu sempre facilitato dalla presenza di due fattori: la schiacciante superiorità sugli avversari del momento e l’assenza di una efficace reazione aerea. Quando questi elementi vennero meno, diminuirono la fama dello Stuka e l’alone di invincibilità che lo circondava. E la prima occasione si presentò nell’estate del 1940, all’epoca della Battaglia d’Inghilterra, periodo in cui gli Ju.87 rivelarono per la prima volta i loro limiti, e il loro ruolo fu ridimensionato. Nel corso della battaglia d’Inghilterra i reparti da bombardamento in picchiata subirono perdite pesantissime: un confronto diretto, senza protezione adeguata, con i veloci caccia della RAF ne faceva una facilissima preda.
Nel Mediterraneo gli Stuka si rivelarono efficaci contro il naviglio britannico. Lo stesso accadde nel 1941 con la conquista della Jugoslavia e della Grecia (dove si ripeterono le condizioni favorevoli della Polonia), e qualche mese più tardi durante l’invasione dell’Unione Sovietica. Gli Stuka erano l’arma ideale per una guerra aggressiva, che la Germania combatté fino a tutto il 1942; a partire dal 1943 gli Stuka furono però contrastati con sempre maggiore efficacia dai caccia dell’Armata Rossa. Nonostante i suoi limiti, lo Stuka continuò ad essere impiegato sino alla fine della guerra.
Dopo le delusioni della battaglia d’inghilterra, gli Stuka, la cui vulnerabilità era notevole, furono anzitutto ritirati dalle prime linee, in attesa di riprendere l’attività nei confronti dei Sovietici. In mancanza di successori, lo Ju.87 proseguì la sua difficile carriera fino al 1945.
B-2
Alla fine del 1939 il Ju.87 B-1 era stato ormai sostituito nell produzione dal Ju.87 B-2, che introdusse tubi di scappamento singoli per aumentare la spinta, alette dei radiatori di raffreddamento ad azionamento idraulico e non manuale, un’elica migliorata con pale a corda più larga e un carico di 1000 kg di bombe in configurazione monoposto. Ju 87 b-2/trop: Versione anche per il nord Africa con filtri antisabbia e kit di sopravvivenza nel deserto. molti esemplari furono forniti a Bulgaria, Romania e Ungheria. Anche la Regia Aeronautica ricevette 110 Junkers Ju.87 B-1 soprannominato “Picchiatelli” che operarono in Grecia, nel Mediterraneo e in Africa Settentrionale.
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